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Analisi del Sentiment: perché è così snobbata?

Il dibattito sulle migliori pratiche analitiche è attualmente occupato dall’analisi tecnica e dall’analisi fondamentale. I sostenitori dei due metodi sono in guerra praticamente da sempre, anche perché ad ampliare continuamente la frattura sono elementi di natura strutturale.

In estrema sintesi, i due metodi procedono da due impianti teorici che sono in netta contraddizione l’uno con l’altro, sebbene dal punto di vista prettamente pratico le due analisi possano convivere (e anzi risultano compatibili).

In una situazione come questa, ad avvantaggiarsene dovrebbe essere il terzo incomodo, almeno stando al famoso proverbio. Nella diatriba, il terzo incomodo esiste e prende il nome di “analisi del sentiment“. Eppure, non riesce a conquistare il giusto spazio, anzi è praticamente snobbata.

L’analisi del sentiment

Il significato di “analisi”, si spera, è noto a tutti. Dunque, cosa è il “sentiment”? Per sentiment si intende l’insieme delle percezioni, dei pareri, dei giudizi e della aspettative che ruota attorno a un oggetto. Nel caso di beni scambiati a livello finanziario, questi elementi coinvolgo la loro capacità di rendere nel breve, nel medio e nel lungo periodo. Per fare un esempio, il sentiment intorno alla Apple è molto positivo, proprio perché è un brand solido, in grado di giustificare ampia investimenti, a tutti i livelli (es. azionario, obbligazionario) etc. Qualsiasi “oggetto” che produca elementi finanziariamente notevoli può essere destinatario di analisi del sentiment. Non ultimi, gli stati (che producono titoli di debito pubblico).

Come si fa ad analizzare il sentiment? La risposta coincide, un p0′ paradossalmente, con il motivo per il quale l’analisi del sentiment è così snobbata.

I motivi di un oblio immeritato

Il principale motivo per il quale l’analisi del sentiment è poco praticata rispetto all’analisi tecnica e fondamentale è rappresentato da un fatto: realizzarla è veramente difficile. Le questioni sono due. Da un lato, richiede risorse intellettuali ingenti: occorre avere una enorme esperienza alle spalle per analizzare cosa gli investitori pensano di un asset, occorre avere capacità di interpretazione e la padronanza di molte nozioni.

In secondo luogo, servono degli strumenti specifici. Dei software in grado di captare, almeno in rete, i commenti sull’oggetto dell’analisi. Ora, gli strumenti dell’analisi tecnica (come gli indicatori) vengono regolarmente forniti dai broker, ma questo non succede per quanto riguarda l’analisi del sentiment.

E poi, è inutile negarlo, il dibattito tra analisi tecnica e analisi fondamentale è veramente totalizzante, e quindi capace di oscurare qualsiasi discussioni sul terzo incomodo, che è proprio l’analisi del sentiment.

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