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Analisi grafica: figure di continuazione e figure di inversione

L’analisi tecnica può essere una disciplina complessa non solo per il rispetto delle regole che impone ai trader ma anche perché è composta da un certo numero di branche. Una di questa, forse la più famosa, è l’analisi grafica (o chartismo). E’ lo stesso nome a suggerire la sua ragione d’essere.

Si basa, infatti, sullo studio dei grafici (o chart) ma, a differenza dell’analisi tecnica propriamente detta, non si avvale degli indicatori. Gli ingredienti principali dell’analisi grafica sono le candlestick. La metodologia procede, più che dallo studio, dall’osservazione nuda e cruda.

Il meccanismo di base non è però dissimile. Al centro di tutto, il presupposto che il mercato tende a ripetersi e a farlo per mezzo di modelli precisi. Molto semplicemente, le candlestick possono formare delle configurazioni particolari, detti pattern, in grado di lanciare segnale (e quindi di avere valore predittivo).

Il corollario più importante è rappresentato da un fatto molto intuitivo: non si può prescindere dal grafico a candele giapponesi. Nella stragrande maggioranza dei casi, seppur in disuso, il grafico a barre (o in extremis anche quello a linee) può risultare utile, ma in questo caso è inutile. Semplicemente, le configurazioni non possono formarsi senza il grafico a candele giapponesi.

Le configurazioni si raggruppano in due grandi categorie: le figure di continuazione e le figure di inversione.

Le figure di continuazione.

Le figure di continuazione sono dei pattern che lanciano segnali di conferma del trend. In genere compaiono durante i periodi di pausa, ossia quelli durante il quale il trend sembra essersi arrestato. Tra le figure di continuazione spicca la famiglia dei “triangolo” (triangolo simmetrico, triangolo ascendente, triangolo discendente) e dei rettangoli (rettangolo ascendente, rettangolo discendente, rettangolo reversal

Le figure di inversione

In genere le figure di inversione sono più complesse, se non altro perché si protraggono per periodi più estesi (e quindi è più difficile individuarle). Il segnale è quello dell’inversione del trend.

La figura più importante – e più affidabile – è la cosiddetta “Testa e Spalle”. Si parte da un trend rialzista. La testa è identificata con un massimo molto significativo. Le spalle invece indicano il massimo precedente a quello appena descritto e il massimo subito successivo, che quindi si inserisce in un movimento di downtrend. Il segnale appare quando alla seconda spalla segue la rottura di un suppporto.

Esiste anche la testa e spalle “reversal” o capovolta. In questo caso, valgono tutte le indicazioni ma… al contrario. Non si parla infatti di massimi, ma di minimi.

 

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