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Analisi tecnica o analisi fondamentale? La soluzione al dilemma

Analisi tecnica

L’analisi tecnica e l’analisi fondamentale sono al centro di una diatriba. Una diatriba alimentata dai fautori dei due approcci. La verità è che gli uni tendono a escludere gli altri. Soprattutto i “tecnici” tendono a considerare i “fondamentali” come superflui.

E’ una questione di partito preso, sicuramente, ma anche strutturale. Le basi teoriche che contraddistinguono l’analisi tecnica, infatti, tendono a negare l’utilità dell’analisi fondamentale. E – ma in misura minore – viceversa.

Cosa dice l’analisi tecnica

Secondo l’interpretazione più stringente dell’analisi tecnica, tutto ciò che c’è da sapere è insito nei grafici. Non è necessario volgere lo sguardo altrove. Peccato che l’analisi fondamentale si basi proprio sullo studio “dell’altrove” (ossia di quanto accade all’esterno).

In estrema sintesi, uno dei punti dell’analisi tecnica suggerisce che il mercato sconta tutto. Le reazioni non si fanno mai attendere e sono tutte visibili, per chi è capace di vederle, nei grafici. Un’altro elemento chiave riguarda la questione delle ciclicità. La storia tende a ripetersi, e lo fa in modelli che possono essere classificati, individuati e analizzati. Questo vuol dire che il futuro, ripetendo il passato, è prevedibile. Tutto ciò si sostanzia in una certa fiducia negli indicatori (e nella loro presunta scientificità), che rappresentano la materia prima dell’analisi tecnica. Non sono loro a essere smentiti, quando le cose vanno male: è stato il trader ad averli interpretati male.

Cosa dice l’analisi fondamentale

L’analisi fondamentale studia l’ambiente che ruoto attorno al mercato, gli eventi – sia politici, che economici che sociali – in grado di generare una influenza sui prezzi. E’ ovvio che il presupposto di partenza sia radicalmente diverso da quello dell’analisi tecnica. Nella prospettiva “fondamentale” il mercato non sconta tutto, e per individuare il futuro degli asset è quindi necessario spostarsi dal grafico alla vita reale.

La questione delle ciclicità è presente, ma in un modo diverso. E’ vero che il mercato tende a ripetere se stesso, ma non in modo pedissequo e “quasi” scientifico, come credono invece i fautori dell’analisi tecnica. Più che gli indicatori, nelle situazione più nevralgiche è consigliato un buon uso dell’interpretazione e dell’intuito.

Un compromesso

La verità, come in tutte le cose della vita, sta nel mezzo. Anzi, in entrambi. Sia l’analisi tecnica che l’analisi fondamentali sono utili. Potremmo affermare addirittura che siano complementari. In alcuni situazioni, infatti, è sufficiente il solo utilizzo dell’analisi tecnica, in altri l’analisi fondamentale è necessaria.

Questo perché l’analisi tecnica offre garanzie in tutti i casi, eccetto quando il mercato reagisce in modo violento a un fatto imprevisto. Non accade raramente. Basta che il governatore di una banca centrale esca con una dichiarazione inaspettata, che un dato sia più deludente del previsto (assai più deludente), che scoppi una crisi politica e il castello “tecnico” cade. A quel punto, solo l’analisi fondamentale può risolvere la situazione, o avere qualche speranza di prevenirla.

One Response to Analisi tecnica o analisi fondamentale? La soluzione al dilemma

  1. Francesco ha detto:

    Un articolo bellissimo, complimenti!

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