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Banche centrali, meeting di dicembre: cosa devono aspettarsi i trader binari

Dicembre sarà un mese ricco di meeting delle banche centrali. I maggiori istituti finanziari continentali e nazionali saranno chiamati a decidere della politica monetaria, con pesanti ripercussioni – certo indirette, sulle attività di trading.

Chi investe nelle opzioni binarie e utilizza in particolar modo i sottostanti valutari dovrebbe prestare molta attenzione a quanto verrà deciso nelle riunioni. Ecco una previsione, meeting per meeting.

Bce e Fed

La Banca Centrale Europea e la Federal Reserver sono protagonisti degli appuntamenti più importanti. La Bce si riunirà giorno 8 dicembre. Sul piatto, il rinnovo del Quantitative Easing. Non è affatto scontato: ufficialmente, dovrebbe terminare a marzo. E’ innegabile però che gli obiettivi – inflazione al 2% – sono ben lontani dall’essere raggiunti. Nel caso in cui dal meeting uscirà non solo un rinnovo ma anche un rafforzamento, l’euro potrebbe indebolirsi rispetto al dollaro – che ormai è impegnato in una politica monetaria di diverso segno.

Per quanto riguarda la Fed, che si riunirà il 24 dicembre, i giochi sono ampiamente fatti. L’aumento dei tassi di riferimento è diventato il segreto di Pulcinella, anzi, sono stati posticipati fino a quando è stato possibile. Una maggiore incertezza riguarda l’entità del rialzo. Gli analisti sono unanimemente concordi nel puntare sui classici – e moderatissimi – 25 punti base. Le pressioni di Trump sulla Yellen – che comunque si è rivelata combattiva in questo senso – potrebbero causare un aumento maggiore. In tal caso, il dollaro si rafforzerà su tutte le valute.

BoE e Boj

Le altre due banche, certo non secondarie in quanto a importanza, che calamiteranno l’attenzione degli investitori sono la Bank of England e la Bank of Japan. La prima, che si riunirà il 15 dicembre, è rimasta spiazzata, come tutti del resto, dal silenzio che ha prodotto la Brexit. Si temevano catastrofi economiche e invece tutto, o quasi, tace. Anzi, l’economia britannica cresce ben oltre quanto sperato. In virtù di ciò, la BoE ha già annunciato con rinuncerà al taglio dei tassi a dicembre, che rimarranno sullo 0,25%.

La situazione è più complicata per il Giappone. Nonostante gli sforzi in campo monetario, concretizzatosi con una politica ultra-espansiva, i nipponici non sono riusciti a raggiungere i target dell’inflazione. La banca centrale è a un bivio: forzare la mano o mantenere lo status quo? Nel primo caso, il paese nipponico potrebbe incorrere in pericolosissime bolle. Per la cronaca, i tassi di interesse viaggiano già in territorio negativo, per la precisione sul -0,1%. Da questo punto di vista è davvero difficile fare delle previsioni.

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