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Come costruire le candele giapponesi

Le candele giapponesi rappresentano uno strumento di analisi tecnica particolarmente importante e gradito, che vi permetterà di entrare in confidenza con una leva fondamentale per poter orientare le vostre strategie di trading, rendendole sempre flessibili e dinamiche. Ma in che modo poter usufruire coerentemente delle candele giapponesi? Come utilizzarle correttamente?

Cominciamo questa nostra guida moderna all’utilizzo delle candlestick attraverso un primo approfondimento legato alla loro corretta costruzione. Per far ciò, occorre tuttavia stabilire una prima regola di ingaggio: nell’esposizione di questa e di altre valutazioni in relazione alle candele giapponesi, ipotizzeremo che – come spesso accade – il punto temporale di riferimento per l’utilizzo delle candele sia l’intera sessione di negoziazione, ovvero che la candela giapponese rifletta quanto accaduto all’interno di un giorno “completo”.

Stabilito quanto sopra, possiamo certamente ricordare come la candela giapponese sia formata da tre elementi principali: il corpo (o body, o real body), l’ombra superiore (o upper shadow) e l’ombra inferiore (o lower shadow). Ma come si formano tali tre elementi?

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  • Real body. Il real body è la componente “centrale” della candela, ed è rappresentato dal differenziale tra il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura. Nell’ipotesi in cui il prezzo di apertura sia inferiore al prezzo di chiusura, il real body sarà di colore bianco (o blu); nell’ipotesi contraria, il real body sarà invece di colore nero (o rosso). Il colore bianco (o blu) sarà dunque associato a una seduta di negoziazione positiva, mentre il colore nero (o rosso) sarà invece associato a una seduta di negoziazione negativa.
  • Upper shadow. L’ombra superiore è la componente della candela giapponese che rappresenta l’estensione massima dei prezzi in una determinata sessione di negoziazione. Graficamente è pertanto un “filo” che parte dal prezzo di apertura (o di chiusura), e termina nel punto massimo di riferimento.
  • Lower shadow. Diametralmente opposta all’ombra superiore, l’ombra inferiore rappresenta l’estensione minima dei prezzi in una determinata sessione di negoziazione. Graficamente è quindi un “filo” che comincia dal prezzo di chiusura (o di aperta), e termina nel punto minimo di riferimento.

Da quanto sopra ne deriva un concetto basilare: per poter realizzare una candela giapponese è sufficiente conoscere quattro dati statistici (prezzo di apertura, prezzo di chiusura, prezzo minimo di sessione, prezzo massimo di sessione).

In cambio, la candela giapponese sarà in grado di fornirci immediate informazioni fin dal primissimo sguardo. Se ad esempio il real body è nero, sapremo con istantaneità che ci troviamo dinanzi a una sessione negativa; di contro, se ci troviamo dinanzi a un real body bianco, sapremo che la sessione è stata positiva.

Non solo: delle ombre piuttosto estese rappresentano una seduta particolarmente volatile, in cui il prezzo dell’asset ha subito forti aumenti e forti decrementi prima di assestarsi sul prezzo di chiusura. Un real body molto corto, rispetto a delle “ombre” molto lunghe, sta a significare la presenza di una sessione particolarmente combattuta, in cui le forze della domanda e dell’offerta si sono contrastate apertamente, senza tuttavia prevalere nettamente.

Come risulta essere facilmente intuibile, la candela giapponese, da sola, non è in grado di fornire grandissime informazioni per poter orientare le nostre strategie di trading: vedremo nei prossimi giorni che la candela giapponese ha valore aggiunto soprattutto se è inquadrata all’interno di ricorrenti formazioni grafiche che possono finalmente indurci a valutare congruamente l’evoluzione dell’asset, intuendo – magari – se è in corso o meno un’inversione di tendenza, o una conferma dello stesso trend.

Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento: non perdetevi i nostri focus!

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