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Il Momentum, spiegazione ed esempi pratici

indicatore momentum

C’è una vecchia massima di Mao che viene menzionata molto spesso, nei più svariati contesti:

non importa di quale colore sia il gatto, l’importante è che prenda i topi.

Una massima estremamente saggia e imperniata su una massiccia dose di sano pragmatismo, la quale si addice molto al discorso degli indicatori di analisi tecnica per il mercato valutario.

I mercati valutari sono molto volatili, una circostanza del resto ben conosciuta da chi vi opera con assiduità esponendosi ogni giorno alla percentuale di rischio ad essi connessa.

Proprio al fine di evitare rischi troppo elevati in tal senso, si usano i cosiddetti indicatori di analisi tecnica. Che sono più di uno e si differenziano in maniera più o meno rilevante. Ogni strumento di analisi si differenzia dall’altro per l’aspetto di mercato che si propone di studiare, ma il minimo comune indicatore tra di loro è sempre e comunque il prezzo.

L’indicatore Momentum serve in particolare a misurare la velocità con cui mutano i valori di riferimento sul mercato valutario, rendendosi anche molto utile al fine di calcolare il volume di transazioni dello stesso.

Usato per la prima volta da J.W. Wilder, esso si rivela estremamente prezioso al fine di poter prevedere in anticipo un cambio di tendenza sui mercati ed improntare il proprio comportamento in conseguenza di esso, cercando allo stesso tempo di non esporre il proprio investimento a rischi smisurati.

I valori presi in esame nel caso specifico, sono quelli che formano la differenza tra il prezzo corrente e quello di un numero n di periodi, ovvero il valore che in un grafico equivale ad una giornata di contrattazioni. Nel grafico, la linea dell’indicatore Momentum oscilla tra valori positivi e negativi i quali non hanno limiti: i primi si verificano quando il prezzo della rilevazione è superiore a quello registrato in precedenza, i secondi nel caso inverso.

Quando il valore dell’indicatore è troppo accentuato verso l’alto o verso il basso, vuol dire che la valuta in esame sta attraversando un momento di squilibrio accentuato in un senso o nell’altro e si approssima di conseguenza ad un evento eccezionale.

Per rendere realmente rappresentativo l’indicatore Momentum, si dovrebbero prendere in esame solitamente tra gli otto e i quattordici periodi. Sotto questa soglia le onde del grafico potrebbero diventare troppo marcate, tali da generare falsi segnali, sopra i venti periodi potrebbero invece rarefarsi troppo, rendendo parimenti poco realistica l’analisi.

Molti esperti ritengono che l’indicatore Momentum sia troppo rischioso soprattutto per chi non opera sul trading di brevissimo periodo, proprio per la facilità con cui genera falsi segnali. Altri ritengono invece che il rischio possa essere temperato a livelli accettabili ove ad esso venga affiancato un altro sistema di rilevazione.

Come ripetuto in altre guide, una buona norma da seguire sui mercati finanziari, e a maggior ragione in quello dei cambi, è quella di attendere un segnale di conferma prima di operare di conseguenza, il quale può appunto arrivare usando altri indicatori, schemi o strumenti statistici che abbiano un elevato grado di attendibilità.

Si può notare inoltre come mettendo a confronto questo indicatore con alcuni dei più famosi oscillatori come il MACD (differenza tra media mobile esponenziale a diverso calcolo , in genre 12 e 26 giorni), lo STOCASTICO (che mette in relazione ipercomprato e ipervenduto) e RSI (rapporto tra le medie delle chiusure al rialzo e al ribasso delle ultime n sedute), si arrivi in pratica a risultati molto simili.

Da questo risultato molti analisti fanno risalire una conclusione che sembra mettere in secondo piano l’importanza del mezzo rispetto al metodo di rilevazione. Ovvero, non sarebbe l’indicatore a fare la differenza, bensì l’opportuna regolazione degli indici. Una conclusione che riporta alla mente la famosa massima di Mao sul colore del gatto.

Utilizzo : Consigli pratici

Dopo questa ampia panoramica sul Momentum, veniamo ora a qualche consiglio pratico su questo strumento. Come sottolineato precedentemente e come spesso accade per gli indicatori di analisi tecnica, l’utilizzo andrebbe coordinato simultaneamente con altre tecniche, ad esempio utilizzando un’ ulteriore indicatore con caratteristiche differenti, in modo tale da garantire un reciproco filtro per i falsi segnali.

Ma quali sono le chiavi di lettura del momentum?

Una strategia personalmente testata e sicuramente fra le più efficaci consiste in una configurazione del prezzo che potremmo definire “differenziale di movimento”.

Nonostante il nome potrebbe far intimorire, in realtà la lettura del segnale risulta semplice e immediata.

Quello che dobbiamo andare a cercare è la differenza di inclinazione della linea che collega due massimi o due minimi successivi dell’indicatore e del Momentum. Guardando l’ immagina qua sotto capirete immediatamente che cosa intendo.

(clicca sull’ immagine per ingrandire)

Momentum

Come vedete tra le due linee verticali ho tracciato due segmenti che collegano i massimi del prezzo e i massimi corrispondenti del Momentum, intuitivamente la linea dell’ indicatore risulta più inclinata rispetto a quella del prezzo.

Questo è un segnale che il mercato è in una fase di “carico”, se al movimento dell’oscillatore non corrisponde un altrettanto ampio movimento del prezzo, dobbiamo drizzare le orecchie, perché è molto probabile che il mercato tornerà in direzione del trend principale. Questo è tanto più vero quanto più ampia sarà la differenza di inclinazione.

Ovviamente l’esempio che abbiamo visto segue un trend ribassista, perciò ho  tracciato linee di collegamento tra massimi locali e ricercato segnali ribassisti, viceversa nel caso il trend principale del mercato dovesse essere rialzista.

One Response to Il Momentum, spiegazione ed esempi pratici

  1. Marco ha detto:

    Ciao,
    perché nel Momentum non è presente la linea dello zero? Ho lo stesso problema con la mia piattaforma MT5 (mi pare la stessa della foto) e non riesco ad orientarmi.

    Grazie

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