AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

Aggiornamento Importante: Secondo la circolare CySEC C168 è fatto divieto ad ogni broker di promuovere Bonus sul deposito. Sulla scorta della nuova regolamentazione, ci teniamo a precisare che qualsiasi riferimento a bonus sul deposito all'interno delle pagine di questo blog non sono più da tenere in considerazione.

Opzioni Binarie: cosa suggeriscono gli ultimi meeting della banche centrali

Dicembre è un mese tradizionalmente ricco, in termini di meeting della banche centrali. Gli ultimi appuntamenti dei massimi istituti finanziari ricoprono un ruolo molto importante poiché, oltre a diramare le decisioni di politica monetaria, forniscono un orientamento sull’anno che verrà.

Questa volta analisti e investitori hanno assistito a un fenomeno “interessante”, che non si vedeva da molto tempo: la corrispondenza quasi perfetta tra previsioni e realtà. Tutto, o quasi, è andato secondo i piani e secondo le aspettative. Ciò dovrebbe rappresentare uno spunto di riflessione per i trader delle opzioni binarie, soprattutto di quelli che utilizzano le valute come sottostante.

Il dicembre delle banche centrali

Per la precisione, la Fed ha alzato i tassi di un quarto di punto percentuale, la Bank of England ha lasciato i tassi invariati e lo stesso vale per le banche centrali canadesi e australiane. Solo la Bce ha parzialmente tradito le aspettative. Si prevedeva una proroga del Quantitative Easing, che effettivamente c’è stata, ma accompagnata da una riduzione del programma di acquisto. Ad ogni modo, ecco l’insegnamento che i trader dovrebbero trarre da questo dicembre.

Il 2017 sarà un anno incredibilmente incerto. La volontà delle banche centrali di non forzare la mano, e quindi di far corrispondere la realtà alle previsioni (piuttosto che il contrario) rivela timori e incertezze riguardo il 2017. L’obiettivo è non scontentare i mercati, non disturbare un equilibro già reso precario dalle difficoltà politiche, economiche, sociali.

Le pressioni politiche sono sempre più forti. E’ un caso che le scelte della Bce e della Fed corrispondano perfettamente ai “desiderata” della parte politica dominante? Negli Stati Uniti Donald Trump, che ha ottenuto un 2017 ricco di rialzo dei tassi (ne sono annunciati tre). In Europa la Germania, che voleva la fine del Quantitative Easing.

Le banche centrali puntano alla convergenza. Se in passato le banche centrali puntavano a una divergenza, in modo da sfruttare la leva del cambio a fini competitivi (con esiti spesso disastrosi, si ricordi la guerra di valute del 2014), ora i massimi istituti finanziari, ciascuno con i propri ritmi, puntano a una convergenza. Ciò vuol dire che il fattore rischio viene preso sempre più in considerazione. Il mercato, nella sua accezione più generale, è considerato come il “can che dorme”, quindi è bene non danneggiare un equilibrio che appare già instabile di suo.

Non ci sarà nessuna guerra di valute. Alla luce di tutto ciò, non è lecito pensare che le banche centrali puntino a una svalutazione competitiva. Probabilmente, per lo stesso motivo, non assisteremo nemmeno alla tanta agognata parità euro-dollaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *