AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

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Opzioni binarie: qual è il sottostante migliore?

gioco azzardo

Ciò che rende così particolari le opzioni binarie è il meccanismo che, a differenza delle altre tipologie di trading, non presuppone l’esistenza di un surplus e, di conseguenza, il possesso di un asset. Quando si acquista un’opzione, si investe sul verificarsi di un dato evento.

Se ciò avviene, l’investitore guadagna una certa cifra, espressa in percentuale sul capitale investite. E’ ovvio, quindi, che il trader non è chiamato a scegliere l’asset, ma il sottostante: ossia il bene al quale si appoggia l’opzione.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: qual è il miglior sottostante? La verità è che non esiste un sottostante migliore di altri. E’ tutto soggettivo. Alcuni elementi, comunque, possono aiutare a effettuare una scelta saggia, anche in prospettiva futura.

Come scegliere il sottostante

Ecco qualche consiglio per operare una scelta saggia.

Prendere in considerazione le proprie preferenze. La verità è piuttosto semplice: il miglior sottostante è il sottostante che si conosce di più. Se un trader, prima di diventare tale, aveva alcune conoscenze circa la borsa e circa le azioni di un settore in particolare, perché andare a cercare altrove?

Prediligere i sottostanti leggibili. Una volta scelto il sottostante, è necessario studiarlo per ricavare orientami e produrre trade vincenti. Occorre quindi scegliere gli asset più leggibili, ossia quelli che rilasciano informazioni sul proprio conto. Da questo punto di vista, primeggiano le azioni dal momento che le società emittenti devono obbligatoriamente pubblicare dati e documenti sulle proprie attività e sulle proprie performance.

Preferire i sottostanti volatili. Volatilità vuol dire spesso guadagno, questo è ovvio. E’ ovvio anche che dove c’è volatilità c’è incertezza, e quindi rischio di perdere il proprio qualità. Occorre cercare il proprio equilibrio tra sicurezza e profitto.

Variare solo se necessario. Variare non è granché consigliabile. Ciò è vero perché ai trader di qualsiasi livello occorre molto tempo per imparare a gestire un sottostante, per comprenderne a pieno le dinamiche, per riconoscerne i segnali. Cambiare vuol dire iniziare daccapo. Ovviamente non è necessario abbandonare un asset, per abbracciarne un altro. Il vecchio e il nuovo possono convivere. E’ però vero che imparare dall’inizio un nuovo sottostante può togliere energie fisiche e morali allo studio del sottostante attualmente in uso. A questo punto, ognuno deve fare le sue valutazioni: il gioco vale la candela? Se i profitti sono bassi o nulli, in genere sì, il gioco vale la candela.

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