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Opzioni Binarie: quando l’analisi tecnica è una palla al piede

Il trading binario è spesso associato al gioco d’azzardo, il ché presuppone il dominio dell’elemento casuale a discapito degli sforzi e delle accortezza messe incampo dai trader. Si tratta di un mito da sfatare dal momento che, a parte il meccanismo di investimento (quello sì somigliante alle scommesse) il trader delle opzioni binarie è chiamato a svolgere le stesse operazioni del trader azionario, valutario e così via.

Ne consegue che anche il trading binario è chiamato all’analisi, sopratutto tecnica e fondamentale. Ci sono alcuni casi, però, in cui la prima anziché agire in qualità di risorsa si comporta come una sorta di palla al piede, ingombrante e pericolosa.

L’importanza dell’analisi tecnica

Tradare a naso, a prescindere dall’asset e dalle proprio intuito di investitore, è sempre una pessima idea. E’ possibile che il trade vada bene una volta, ma il destino dell’investitore impreparato è già scritto. L’analisi tecnica, di contro, è un ottimo modo per riuscire a comprendere il mercato e agire di conseguenza. Anche perché si basa su evidenze che, se non sono scientifiche, poco ci manca. E’ comunque un orientamento che si basa sullo studio del passato applicato al presente, sull’elaborazione coerente dei segnali. Gode un preciso sistema normativo, capace di fungere da solido punto di riferimento. Purtroppo, in molti casi, rappresenta anche la sua condanna.

Prendiamo per esempio uno dei dogmi che caratterizza fortemente l’analisi tecnica: il mercato sconta tutto. Questo vuol dire che non ha senso guardare altrove, nell’ambiente economico, perché tutto ciò che il trader deve sapere è offerto dal mercato. E’ sufficiente leggerlo correttamente. Questa regola così “pesante” influisce anche sul rapporto tra l’analisi tecnica e l’analisi fondamentale. E’ ormai ampiamente dimostrato che le due pratiche vanno di pari passo, ma in ogni caso un approccio “estremista” – molto diffuso presso una categoria specifica di trader, gli analisti tecnici – non gioca a favore di una integrazione armonica.

L’analisi tecnica come ostacolo

L’analisi tecnica a volte porge il fianco alle sue contraddizioni. In alcune situazioni, agire esclusivamente in funzione di indicatori e oscillatori può rendere letteralmente cechi. Il caso paradigmatico riguarda i contesti caratterizzati da uno “shock in corso”, ossia quando emerge un fenomeno così importante da diffondere panico (o viceversa euforia) negli investitori. In quel caso le evidenze offerte dall’analisi tecnica si rivelano sbagliate o troppo annacquate, poiché il suo presupposto è la razionalità degli investitori. Peccato che, in certi casi, l’investitore non sia affatto razionale.

E’ accaduto di recente. I cali azionari e le difficoltà delle banche hanno spinto Mario Draghi, un po’ a sorpresa, a mettere il campo tutto il suo carisma. Qualche parola accomodante, una pacca sulle spalle e poche raccomandazioni, ed ecco che l’effetto rimbalzo (previsto dall’analisi tecnica) è andato ben oltre le attese, configurando una situazione nella quale la razionalità è stata, ancora una volta, messa da parte.

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