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Oro vicino alla rottura rialzista? Colpa del dollaro

L’oro è protagonista di una discesa che, tra alti e bassi, si trascina ormai da un paio d’anni. Il motivo va rintracciato in una stabilità delle valute, pervenuta dopo un lungo periodo di caos, che ha compromesso l’associazione tra oro e bene rifugio. Attualmente, l’oro risulta in calo, per quanto leggero.

Eppure sono in molti a scommettere su un metallo giallo in grado di risalire la china nel breve periodo. C’è addirittura chi pensa a una rottura rialzista. Si tratta solo di supposizione ottimistica? In verità, i segnali che vanno in questo senso ci sono e risultano peraltro abbastanza evidenti. Al centro della scena, ancora una volta il dollaro.

L’oro, il dollaro e le altre valute

La verità è che l’oro sta perdendo la sua valenza di bene rifugio. E’ ovvio: se una valuta perde il suo valore, e in prospettiva sembra destinato a indebolirsi, verrà preso meno in considerazione da questo punto di vista. E se il dollaro non è più un bene rifugio, e le altre valute major non danno sicurezza in tal senso (e l’euro non le dà), allora l’investitore non può che rivolgersi al metallo giallo.

Cosa sta succedendo al dollaro? Se ragioniamo in termini di Eur/Usd, la situazione è piuttosto bloccata ma ci si muove in una prospettiva di lieve rialzo. Certo, la situazione cambierebbe bruscamente se la Fed dovesse disattendere l’appuntamento con il nuovo rialzo dei tassi, che gli analisti più ottimisti posizionano intorno a giugno.

Il dollaro potrebbe indebolirsi rispetto all’euro anche a causa di un altro evento: l’Europa, nonostante l’ultimo anno si sia rivelato convulso, sembra palesare elementi di stabilità. Certo, la crescita è moderata ma non da grossi segni di cedimento. Le emergenze migranti sembrano rientrare, e lo stesso si può parlare della Grecia, dalla quale non si attendono nuovi colpi di testa. In questa prospettiva, l’euro si rafforzerebbe soprattutto sul dollaro, che nel frattempo vive una crescita del Pil altalenante.

Il dollaro tuttavia si sta indebolendo su tutti i fronti. Anche in confronto alla sterlina. L’economia della Gran Bretagna ha dato un segnale di scossa, con i dati sulla produzione industriale nettamente oltre le aspettative. Lo stesso si può dire sul manifatturiero. In entrambi i casi le previsioni sono state superate di cinque decimi di punto percentuale e di un decimo.

La conclusione è ovvia: se il dollaro dovesse perseverare in questo percorso di indebolimento, l’oro potrebbe prendere il suo posto in veste di bene rifugio.

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