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Petrolio: come sta andando il taglio della produzione?

Come sta andando il taglio della produzione di Petrolio? E’ una domanda che dovrebbero porsi i trader delle opzioni binarie, soprattutto coloro che tradano spesso con l’oro nero.

Negli ultimi mesi il petrolio è stato oggetto delle speculazioni degli analisti, nonché di incessanti negoziazioni: l’obiettivo dell’Opec era favorire una drastica riduzione della produzione in modo da riportare il prezzo del barile a un prezzo più consono.

A Vienna, dopo interminabili discussioni, era stato aggiunto un accordo. I paesi produttori di petrolio lo stanno onorando?

Produzione del petrolio: tagli

La risposta è sì. A dirlo è un recente report dell’AIE. L’accordo è in vigore da poco più di un mese ed è stata già registrata una clamorosa riduzione della produzione. Per la precisione, ogni giorno si producono 1,04 milioni di barili in meno. L’obiettivo è un taglio di 1,16 milioni della produzione giornaliera. Si può affermare, quindi, che il 90% del lavoro è stato fatto. E’ un risultato eccezionale, se si pensa che in occasione dell’ultimo accordo Opec, targato 2009, ci vollero due mesi per raggiungere l’80% degli obiettivi. Si tratta, inoltre, del taglio più veloce e più profondo mai registrato nella storia della produzione petrolifera.

Questi i dati aggregati. Se si guarda però alle prestazioni dei singoli paesi, si scopre che alcuni paesi hanno fatto peggio di altri. Tra i primi della classe, certo un po’ a sorpresa, Arabia Saudita, Qatar e Angola, che hanno tagliato addirittura più del dovuto. I più indisciplinati, o semplicemente ritardatari, sono l’Iraq, che ha tagliato la metà di quanto si attendeva, gli Emirati Arabi Uniti, che hanno effettuato un taglio del 40% e il Venezuela (18%).

Tra i paesi non Opec si registrano risultati discordanti. Complessivamente, sono artefici di un certo ritardo: avevano promesso un taglio di 558mila e invece hanno tagliato solo 269mila. Tuttavia, fa ben sperare il ritmo della Russia, che dovrebbe raggiungere l’80% dei tagli promessi entro due mesi.

Il prezzo del petrolio

Alla luce di questi numeri, non stupisce che il prezzo del petrolio stia salendo, tornando finalmente a livelli normali. L’obiettivo è una media di 65 dollari. Non siamo vicini ma nemmeno troppo lontani. Il WTI oggi costa 53,5 dollari mentre il Brent registra 56,7 dollari. Se si considera che solo un anno fa sono stati sfiorati i 30 dollari, non si può che plaudere a questo risultato.

Il peggio è passato, certo, ma è ancora troppo presto per cantare vittoria.

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