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Riunione Bce 20 ottobre: le prospettive per il trading binario a lungo termine

L’ultimo meeting della Bce, tenutosi il 20 ottobre scorso, ha lanciato segnali contrastanti. Ufficialmente, è stata confermata la politica monetaria attualmente in circolazione, esattamente nei termini che gli analisti si attendevano.

Le parole pronunciate da Mario Draghi, però, aprono – seppur in sottotraccia – alcuni scenari importanti e hanno mosso, se non le borse, almeno il cambio euro-dollaro.

Una evidenza, questa, dalla quale i trader delle opzioni binarie, in particolare quelli che commerciano in valute, non possono prescindere. Cosa si prospetta per loro? In parole, povere, cosa ci si deve aspettare dal cambio Eur/Usd?

Euro: calma piatta o quasi

In teoria, la politica monetaria espansiva è sinonimo di indebolimento della valuta. I motivi e le correlazioni sono numerose, non ultimo il sentiment circa una economia che, attraverso la necessità dello stimolo monetario, segnala uno stato di sofferenza. Ebbene, questo piccolo teorema è stato confermato anche questa volta: l’euro è coinvolto in un trend ribassista, il quale sta tuttavia manifestando una forza che probabilmente va al di là delle decisione della Bce, che d’altronde si è limitata a confermare la politica già in atto. Nella giornata del 21 ottobre, l’euro è sceso nei confronti del dollaro al di sotto della soglia di 1,09. Non accadeva da marzo 2016.

Ciò vuol dire essenzialmente due cose. In primo luogo, l’economia della zona euro è vista come debole, dunque ben lontana da una ripresa che, dopo otto anni di crisi, anche gli investitori attendono. Questa debolezza va poi rapportata alla relativa forza dimostrata dagli Stati Uniti, che il loro percorso di crescita l’hanno compiuto. In secondo luogo, è bene ricordare che forse l’euro sta andando esattamente dove Draghi vuole portarlo: si tratterebbe di una svalutazione competitiva per rilanciare le esportazioni. Se si prende per buona questa ipotesi, è bene non fare troppo affidamento alle analisi puramente tecniche. La questione riguarda l’analisi fondamentale, ossia l’interpretazione dell’ambiente economico-politico attorno alla valuta.

Euro-dollaro: cosa ci aspetta

Va fatta una specificazione: l’euro non sta scendendo perché il meeting è andato in un certo modo. Il trend è iniziato circa tre settimane fa. Ma è indubbio: le parole di Draghi lo hanno accelerato.

Per capire se l’euro continuerà nella sua corsa bisogna porsi una domanda: le cause che hanno causato l’indebolimento stanno per essere rimosse? La risposta è negativa. L’inflazione rimarrà bassa almeno fino al prossimo anno, la crescita del Pil è prevista anemica fino almeno al 2018, le sofferenze dei crediti bancarie fanno ancora paura e il debito pubblico rimarrà alto. La conclusione dunque è intuitiva: l’euro continuerà a deprezzarsi.

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