AVVISO DI RISCHIO: IL VOSTRO CAPITALE POTREBBE ESSERE A RISCHIO

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Trump Presidente: consigli per i trader

Di lui si dicono peste e corna ma non c’è dubbio: la vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane è sempre meno improbabile. Per ora il mercato ha sembrato non dare molto adito a questa possibilità, quindi gli effetti, in caso di ascesa del magnate americano, sarebbero tutti da scoprire.

E’ lecito ragionare sulle strategie da adottare per proteggere gli investimenti. Una tale necessità dovrebbe manifestarsi nei trader online, a prescindere dalla piattaforma in cui operano. L’effetto domino d’altro è ampiamente prevedibile.

Dunque, che fare? Come comportarsi? A queste domande ha risposto Citigroup, che ha predetto uno scenario e fornito qualche consiglio. Delle opinioni dei suoi analisti ci si può fidare, anche perché è la più grande azienda di servizi finanziari del mondo.

Trump presidente: uno scenario di incertezza

Le idee di Trump sono ben chiare agli analisti quanto al grande pubblico. La sua comunicazione si basa sulla ripetizione di pochi e semplici messaggi, in grado di far breccia su un elettorato impaurito e arrabbiato. Da questo punto di vista, l’unico elemento di difficoltà è tracciare il confini tra intenzioni reali e propaganda. Proprio sulle prime, infatti, si baseranno i movimenti degli investitori. O, per meglio, su quelle percepite come le reali intenzioni di Trump. A livello economico, come anche politico, la colonna portante del Trump-pensiero è il protezionismo. Niente di nuovo sia chiaro, con l’unica differenza che proporre politiche di chiusura nel tempo della globalizzazione totale appare un po’ azzardato. Se le previsioni si basano su questo semplice assunto, ossia che Trump è un protezionista, in linea teorica non è nemmeno difficile capire come il mercato reagirà alla sua elezione.

Trum vincitore: la previsione di Citigroup

In uno scenario dominato da un’America nuovamente protezionista, a soffrire saranno le relazioni commerciali con i paesi emergenti, che quindi faranno estrema fatica a vendere i propri prodotto negli Stati Uniti. E’ facile quindi immaginare che tutti gli asset legati alla Cina, all’India, alla Russia e persino alla Germania subiranno un grosso calo. Il primo pensiero va alle azioni, che tradizionalmente soffrono i cambiamenti più delle obbligazioni. In una tale prospettiva, gli investitori punteranno ai beni rifugio. Un tempo a ricoprire questo ruolo era l’euro, ma dopo la svalutazione della moneta unica ha perso questo particolare scettro. A tornare in auge, quindi, sarà l’oro. Nello specifico, Citigroup prevede che il metallo giallo possa salire fino ai 1.400 dollari l’oncia, contro il 1.315 dell’attuale periodo.

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